CIS IRIS

San Pietroburgo, Russia,
tel. +7(921)7737499
e-mail: info@imc-iris.com
September 08 2010 15:47:21 Ðóññêèé Switch to English
Authorisation
Non sei ancora un membro?
Dimenticata la password?

Nella giungla (siberiana!) di Giorgio Cimini


2° puntata

Passata l'euforia del primo impatto, per piacere e per necessità , abbiamo cominciato ad addentrarci nella realtà russa. Nonostante il territorio pianeggiante ricoperto di laghi, betulle ed abetaie, la sensazione incombente è quella di addentrarsi, per quanto riguarda i meccanismi e le regole del sistema, in una vera e propria giungla. Quando pensi di aver trovato la dritta, ti rendi contoce in realtà è solo una radura dalla quale non capisci in che direzione andare per uscire sulla prateria.
Sull'ambiente di lavoro dirò poco, perché quello che è successo fino ad ora o è poco interessante o non lo posso divulgare per rispetto della privacy!.
Le cose cambieranno da aprile, quando diverremo operativi a tutti gli effetti.

Questa volta darò pertanto la precedenza alla descrizione di alcuni aspetti dell'ambiente esterno, caratteristici del periodo invernale ormai in fase di esaurimento.

•  Il Sole. Il sole a mezzogiorno. Basso sull'orizzonte. A Natale ci sono 6 ore di luce, in realtà non fa giorno mai. Le giornate si allungano velocemente; l'alba ed il tramonto sono lunghi perché il sole non scende a picco. A marzo il giorno è come in Italia , a giugno la notte dura 6 ore; in realtà non fa notte mai.

•  Il clima . A Ptb sembra che il mondo giri al contrario: I pietroburghesi non usano l'ombrello quando nevica, ma nemmeno quando piove. Sembra che l'acqua di quà non bagni, che la neve non si accumuli e che non faccia scivolare: le macchine corrono a tutta birra sulla fanghiglia e sul ghiaccio anche con gomme normali; gli aerei atterrano e decollano su piste su cui un normale viaggiatore non riesce nemmeno a stare fermo in piedi; anche se nevica per tre giorni di seguito, alla fine sul terreno non si accumula più di qualche centimetro di coltre bianca. Il freddo non gela: anche con -10 si cammina tranquillamente in strada, le ragazzine girano con minigonne e pancia di fuori. Le montagne Russe qui le chiamano Montagne Americane. Comincio a capire il mondo surreale di Gogol.

•  Le macchine . Le macchine sono sporchissime, ricoperte dal sale e dalla fanghiglia delle strade. Mi spiegano che non vale la pena lavarle, tanto dopo qualche centinaio di metri è fatica sprecata, ed in effetti hanno ragione. Mi domando come fa chi sta al volante a vedere il percorso, poiché non ho ancora visto un tergicristallo funzionare a dovere!

• Le Spazzine .
Stuoli di spazzine continuano imperterrite la loro fatica di Sisifo: spalare e spazzare la neve non appena cadono i primi fiocchi, anche se la mattina dopo si comincia da capo; bottiglie e lattine di birra abbandonate alla moda slava in tutti gli angoli, perfino le cicche delle sigarette vengono raccolte come se fosse il salotto di casa. Con i loro carrettini sgangherati fatti in casa sono presenti dappertutto, instancabili, viso a terra, non riesci nemmeno a salutarle. Puliscono dovunque, intervengono anche su qualche timido tentativo dei writer che qui sono razza gia estinta, prima di nascere. Spontaneo il confronto con gli spazzini nostrani, abituali interpreti del serial “Chi l'ha visto”!

• La Metro .
Anche le stazioni della metro splendono per il loro nitore. Ampie, spaziose, con un via vai frenetico di persone che si affollano ordinate su scale mobili incredibilmente lunghe (anche 100 metri), per consentire tracciati della Metro che corrono sotto la Neva.

• La prospettiva Nevski .
Come ai tempi di Gogol, 200 anni fa, la strada è la vetrina della città. Sfoggio incredibile di pellicce, ma soprattutto di cappelli femminili. Ne esistono di tutti i tipi, è impossibile trovarne due uguali. Credo che la massima civetteria femminile sia quella di farsi un cappello personalizzato: di pelliccia, di lana , di feltro. Si possono comperare dappertutto, dalle boutique che vendono prodotti “made in Italy”, ai chioschi della Metro, agli ambulanti e perfino da solerti e corpulente nonnette che propongono i loro prodotti ai passanti, impalate per ore al freddo e al gelo (anche se strategicamente addossate lungo muri dove il sole batte più a lungo. Veramente un bel vedere. La strada , percorsa da un flusso continuo in tutte le ore del giorno e le stagioni dell'anno, è campionario di tipi, situazioni imprevedibili, volti e abbigliamenti emblematici dei cento aspetti, delle bellezze e delle peculiarità dell'etnia russa.

• La concezione del tempo.
Non esiste, probabilmente a causa della strana distribuzione delle ore di luce durante l'anno: o è sempre notte, come d'inverno, oppure è sempre giorno, come d'estate. I negozi sono aperti fino ad ore impensate, a volte anche di notte; gli uffici operano spesso in controfase rispetto alle nostre abitudini, per cui il botteghino della Filarmonica effettua la pausa pranzo dalle 15 alle 16, gli spettacoli teatrali iniziano alle 19, i cinema proiettano anche di mattina. In pratica non esistono feste comandate, sabati e domeniche, nelle quali si abbia la percezione che il ritmo della vita è cambiato. Non c'è un'ora canonica per il pranzo e la cena: i ristoranti di fatto fanno orario continuato, come a NEW York. E' normale andare dal dentista o dal meccanico alle 8 di sera, prenotare la lezione di russo alle 21. La sensazioni che si prova è che la vita sia uno scorrere continuo, sempre uguale a se stessa, come il territorio piatto e monotono che circonda la città, e che solo l'alternasi delle stagioni riesce a colorare. Ti rendi conto della ricchezza di territori , come l' Italia dove, code domenicali permettendo, hai a portata di mano mare, monti , laghi, colline, campagne pittoresche, diecimila campanili diversi.

• Le donne Russe.
Naturalmente vorrete sapere come sono le donne russe. Devo ammettere che, a forza di vederle (da lontano, naturalmente!) credo di cominciare a conoscerle e quindi azzardo qualche consiglio per i più intraprendenti che volessero tentare in futuro un incontro ravvicinato. Non parlo delle ragazze di 20 anni, perché o sono come le nostre e allora non c'è niente da dire , o sono di qualità extra. In questo caso ci sono due varianti: se si rendono conto delle loro doti, sono in genere supponenti e quindi antipatiche, e sono avvicinabili solo a caro prezzo. Se invece non si rendono conto, sono delle brave ragazze che è un peccato andare a disturbare. Parliamo invece di quelle da 30 in su, quando la forma comincia a diventare normale e la concorrenza con le bellezze italiche sfiorisce.(dicono gli uomini Russi: noi abbiamo belle ragazze, ma voi italiani avete belle signore!) ed allora lo sguardo dell'osservatore deve diventare più attento per scoprire le differenze. Primo concetto: Le donne russe si sentono donne e pretendono che la loro femminilità sia riconosciuta e sottolineata: guai a parlare di femminismo: secondo loro le femministe sono persone insoddisfatte, che hanno dei problemi.( relata refero ). Le russe la parità dei diritti l'anno ottenuta per legge già dai tempi sovietici, e quindi non si preoccupano più di tanto. Pertanto desiderano essere trattate come “gentil sesso”. E' scontato che venga ceduto il passo, aiutate a togliere e mettere il soprabito, avere la portiera della macchina aperta e il conto pagato. I complimenti le fanno arrossire, adorano i fiori, i regali di qualsiasi tipo sono molto apprezzati (e anche sollecitati, se del caso) e li accettano con entusiasmo fanciullesco. Non sono in grado di dire se il fascino latino va ancora per la maggiore, comunque ti trattano di solito con molta affabilità. Attenzione però: guai a farsi vedere con le scarpe sporche (qui è facilissimo) perché la reputazione finisce davvero sotto “le scarpe”. Se possono si scatenano nel ballo, ed in quel caso è opportuno individuare una via di fuga per evitare di trovarsi violentatati da qualche partner non di massimo livello qualitativo. Sembrano timide, forse per questo non danno mai la mano, al momento del saluto! Sono in maggioranza nel paese. Il rapporto è 60/40, vuoi perché sembra gli uomini muoiono giovani, vuoi perché ne nascono di più. Sta di fatto che i caffé sono pieni di coppie di ragazze. A teatro la stragrande maggioranza sono donne La pulizia delle scarpe è fondamentale. Per logica sarebbero costrette a camminare in strada, specialmente d'inverno, con stivali e scarpacce per far fronte al ghiaccio ed alla melma nerastra. In realtà, soprattutto le giovani si lanciano noncuranti con tacchi a spillo vertiginosi, magari di un assurdo colore bianco che fa molto schic. Quelle meno giovani che non ce la fanno, hanno sempre a portata di mano, in ufficio, a teatro, dagli amici, scarpe leggere ed eleganti che si cambiano appena possono. Accessorio indispensabile in borsetta: spazzola umettata di lucido per pulizia scarpe. Non cambiano spesso d'abito, soprattutto per andare al lavoro, anche se qualche giovane, di quelle a caro prezzo, azzarda improbabili “mise” con finta pelle di leopardo, capelli biondi platinati,come nei film, anche se ogni tanto se ne incontra qualcuna in strada. Come tutti i russi, ma più degli uomini, da brave massaie sono molto attente ai soldi, a cui pensano in continuazione. Portano nel portafoglio spesso l'immagine di un'icona o in alternativa, coccolano i feticci (quest'anno è l'anno del gallo, e quindi le scrivanie sono piene di galletti); sono superstiziose, e appassionate di oroscopi. Praticamente tutte hanno una o più pellicce, che ai tempi sovietici erano a portata di tutti, ed ora costano un occhio della testa come da noi. Non si fanno molti scrupoli dal punto di vista animalista, anche perché dicono che i boschi isolati pullulano di orsi, lupi e volpi in abbondanza. Sta di fatto che sfoggiano pellicce di tutti i tipi e fogge, compreso quelle di scoiattolo grigio (in passato, anche di gatto). Fanno tutti i mestieri degli uomini, anche quelli pesanti. Come d'altronde gli uomini non sono grandi lavoratrici: se possono trovare un lavoro più comodo e meno impegnativo, non ci pensano su due minuti. Sono ansiose e cagionevoli di salute. Una influenza dura anche tre settimane, ed una meta ambita sono i “sanatori” sul mar Nero. Guidano in massa gli autobus, i filobus, spazzano la neve. Non disdegnano una bella bevuta, soprattutto se è alla loro salute. Solo la milizia mi risulta essere rigorosamente maschile.

• Le Nonne Russe
Quando diventano nonne seguono i nipoti anche adolescenti, molto più che da noi, in quanto le mamme, spesso separate, li affidano a tempo pieno. Così è frequente vedere l'accoppiata nonna nipote a teatro, nei musei, ecc.. Per sbarcare il lunario moltissime nonne continuano a lavorare anche da pensionate, nei musei, da spazzine, nei guardaroba.

• I treni e le celle frigorifero.
Le stazioni ferroviarie sono un mondo affascinante. L'architettura è veramente bella, sia di quelle recenti dell'epoca sovietica, per non parlare di quelle stile liberty di fine 800. Il riscaldamento dei treni è ancora a carbone, per cui nella zona binari si respira quell'odore caratteristico che ci riporta ai tempi del dopoguerra. Sui tabelloni viene indicata oltre l'ora di partenza, anche la durata del percorso, e così si possono leggere cose che fanno strabuzzare gli occhi perché pendi di aver capito male, tipo viaggi di 70-80 ore, transiberiana esclusa. Il mondo delle stazioni merita una descrizione a parte, e consente di scoprire volti e usanze del mondo rurale che è praticamente scomparso sia a Mosca e S. Ptb. Il percorso da Mosca a S. Ptb, 800 km, si può compiere di notte (è un esperienza che devo ancora provare) o di giorno con treni rapidi dai nomi fantastici (Aurora, Strela, Smena ) e qualità elevata, Nonostante la linea ferroviaria, rigorosamente rettilinea per tutti gli 800 km, non sia specificamente attrezzata per l'alta velocità, il percorso si può compiere in poco più di 4 ore, con la certezza di rispettare i tempi. Esperienza che consiglio ai più audaci è attraversare d'inverno in maniche di camicia il ballatoio che separa i singoli vagoni. Questo , con temperatura esterna di meno 10 e più e magari con nevicata in corso, si presenta come una cella frigorifera, con le pareti imbiancate da incrostazioni di ghiaccio. Passare e magari sostare per qualche attimo è una esperienza decisamente singolare.



Home | A proposito del sistema | Invito al partnership | Servizi | Registrarsi nella database | Contatti